Intelligenza artificiale, roba per cervelloni? O per chi adora la fantascienza? Errore. Ci aspetta dietro l’angolo. Anzi, sta già entrando dalla porta, ponendo una montagna di questioni etiche che rischiano di essere in primo piano nei prossimi cento anni (e anche oltre).Se volete prenderla un po’ da lontano, ovvero leggendo un piacevole romanzo che parla del suo padre fondatore (il britannico Alan Turing), vi suggerisco il libro (in francese, ma esiste anche in traduzione e ne è stato fatto di recente un film): “L’homme qui en savait trop”, di Laurent Alexandre – David Angevin, Edizioni Robert Laffont. Storia passata (seconda guerra e codici segreti), e storia ancora da vivere (un mondo in mano a Google e ad un’intelligenza artificiale che segretamente rivela di avere anche emozioni). Brividi, ma anche lampadine che si accendono.